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Sabato 21 Ottobre 2017

Tratto da aimatrabolmeicher.com

BelzeBluesBand + Upskirt + Dei Validi Headliner @ Festa del Gerusco, Robecco S/N 07-07-13

BandPer ribadire ancora una volta che non è che basti comprare il dominio di un sito per essere professionali, ho deciso di rubare svariati minuti del vostro tempo così da narrarvi impressioni casuali sul mitico festival locale Gerusco che quest anno vendeva pure le magliette con il simbolo dell’hard rock cafè.

Non è importante sapere che l’edizione 2004 di questo festival con Skruigners e PornoRiviste è stato il mio primo concerto pseudo-serio, o meglio a cui ho partecipato consapevolmente usando la mia propria volontà. E’ importante sapere che l’edizione 2013 non consisteva solo nella giornata di domenica, quella di cui vi parlerò, ma partiva dal giovedì con un dj set di Alteria e proseguiva fino appunto alla domenica.

Ridendo e scherzando – che se non l’aveste notato è il mio incipit preferito – io e la mia amica Lilly (che si è appena diplomata) giungiamo al luogo del concerto autan-munite verso le sei del pomeriggio e la prima, mutilata, band sta già suonando. Tuttavia, prese dai nostri discorsi riguardanti gli esami di stato, non seguiamo l’esibizione e non cogliamo nemmeno il nome della band (facilmente reperibile leggendo il flyer in effetti).

 

Noi comunque eravamo lì per gli Upskirt, che è per metà una girl band e per metà no. Questo per dire che la cantante e la bassista hanno la patata. Dopo aver assistito ad un esilarante line check, la band comincia ad esibirsi sfornando una rock cult cover dopo l’altra (per farvi un paio di esempi “Walk This Way” e “Sweet Child O’ Mine”) e a parte dondolarci a ritmo di musica, l’unica cosa a cui pensiamo è che la cantante è tipo il ritratto dell’intonazione, ancora un po’ impacciata nei movimenti ma tanto è carina quindi non lo nota nessuno. Anche gli altri sono bravi musicisti, poche sbavature nei suoni e nessun errore importante, ma si sa che alla fine la gente parla sempre del frontman. E io me la ricordo ancora quando da giovane era salita sul palco col figlio di Gianni Morandi e uno che forse si chiamava Max De Angelis a cantare i Green Day *lacrima d’orgoglio*.

Poi sale sul palco la BelzeBluesBand, nota formazione blues e a volte rock, che per noi sono un po’ come dei local heroes, e vedendoli la prima cosa che mi salta in mente è: “diavolo, noi mesi fa avremmo dovuto scrivere una recensione del loro disco, candy addiction!” (la parola diavolo ovviamente non è stata scelta per creare un effetto simpatico legato al gioco di parole belzeblues contenuto nel nome della band).
Quindi cosa facciamo? Parliamo di Candy Addiction che è un disco originale e divertente, curato nei suoni e nella struttura, con dei testi molto particolari (qui basta citare come esempio la mia frase preferita di “Black Magic Wizard”: Well, Mr. “HappyPrettyCharmingPrince”, I know, ain’t what I seem to you I need to sting a doll, to pick a wisp, I need a needle – ahahah!).
Insomma tutto molto bello, ma dal vivo è ancora meglio perché potrete esperienziare l’essere bravi e belli dei componenti della band e godere di citazioni interessanti come “Il Signore ci ha portato la birra” (e qui mi fermerei per non rovinarvi troppo la sorpresa). Sul palco si muovono tutti molto bene anche quando rompono le corde e quando fanno fischiare le cose, e poi hanno anche un sacco di strumenti matti come l’EWI 4000s che usano soprattutto per fare cazzate, perché è quello che hanno sempre sognato di fare (semi cit. in riferimento alla fantasmagorica cover della theme song di Ghostbusters – oggi sono troppo brava fare i giochi di parole, complimentatevi!).

Dopo l’esibizione della belze c’è la pausa cena in cui si possono mangiare delle cose come gli hot dog ma non gli hamburger perché sono finiti. O la pasta primavera. Però niente mayo perché è finita. Una cosa che dico sempre io è che la gente che fa le feste dovrebbe puntare meno sulla senape e più sulla mayo perché fa tendenza ultimamente.
Nel frattempo, soundcheck interminabile e dopo un lasso di tempo indefinito, ma piuttosto lungo – perché nel frattempo infatti è diventata notte – salgono sul palco iNiente che portano con sé dibattiti sui nomi dei prodotti Apple, ma questa è un’altra storia. iNiente sono innanzitutto ottimi musicisti, poi sono anche molto coreografici e hanno dei testi veramente da brivido e si meriterebbero molta più visibilità di quella che hanno e insomma speriamo che riescano prima o poi ad ottenerla.

A chiudere la serata sono gli Axya però noi non li abbiamo visti perché siamo dei senza palle e siamo scappati ai terzi o quarti sentori di pioggia peso, migrando in un bar mediocre a bere tristemente bibite analcoliche in sovrapprezzo e pure senza ghiaccio perché non ce l’hanno portato.

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